Comentario manifiesto primo de rivera

José antonio primo de rivera quotes

ANALYSIS: The main idea underlying the text is the establishment of a Military Dictatorship, which would begin in 1923 and which would put an end to the regime of the Restoration (1875-1923), due to a series of problems besetting the country and to which neither the parties of the time nor the regenerationist projects had provided a solution.

When he refers to Directorio, he alludes to an executive government assumed by a group of people, with similar political powers as far as the government is concerned. The qualification of “military” is due to the fact that this group of people belong exclusively to the military establishment. The Military Directory will be established in 1923 and will last until 1925, during this period there will be a reestablishment of social order with a decrease in political assassinations, demonstrations and strikes. From 1925 onwards, the Military Directory will give way to a Civil Directory, where Miguel Primo de Rivera will assume almost all the powers.

From 1923 to 1925, the Military Directory was established with the main objective of reestablishing “social peace” and the so-called “descuaje del caciquismo”. In order to achieve “social peace”, it suspended constitutional guarantees and declared a State of War, which would lead to a decrease in political assassinations, a drastic reduction in demonstrations and strikes and with them a restitution of social order. In order to reduce the caciquismo, Miguel Primo de Rivera replaces the civil, local and provincial authorities with military ones. He also suppressed the use of the Catalan and Basque languages and the use of nationalist flags. Alfonso XIII took over the head of state and supported Miguel Primo de Rivera at all times, in what was called “Dictatorship with King”, a formula that Victor Manuel III also took over in Italy with Mussolini. He also tackled the problem of Morocco with the disembarkation of Al Hoceima in 1925, which allowed him to gain support among the population, and to continue with a regime that in principle was established as provisional.

Jose antonio primo de rivera anthology of speeches and quotes

40P R I M OD ER I V E R A :S E L E C T E DW R I T I N G Ss y m p t o m : w h i l e they are a l l agreed o n despising G e n e r a lP r i m o de R i v e r a , t h e r e are m a n y a b l e m i n d s o u t s i d e eS p a i n w h o , though they think little of our contemporaryl i t e r a t u r e a n d a l m o s t n o t h i n g o f o u r science, t h i n k v e r yh i g h l y o f G e n e r a l P r i m o de R i v e r a as a m a n o f h i s t o r i c a la n d p o l i t i c a l s i g n i f i c a n c e . I n t h e f o l l o w i n g pages o f thisb o o k t h e r e a d e r w i l l find a g r e a t n u m b e r o f o r e i g n no p i n i o n s . A n d i t s h o u l d n o t b e f o r g o t h a t , as C l a r i nhas s a i d , ‘ a t t i m e s , d i s t a n c e has s o m e o f t h e v i r t u e s o ft i m e ; other countries often p l a y the p a r t o f posterity’.JOSEA N T O N I OP R I M OD ER I V E R A

T H EBASICE L E M E N T SO FT H E L I B E R A LS T A T E45t r a n s c e n d e n t a l u n i t y c a n be a c e p t e d as b e i n g g o o d ,be those w h o f a v o u r i t m a n y o r few.S e c o n d l y . W i t h r e g a r d to its ‘ s h a p e ‘ , t h e state c a no n l y be e s t a b l i s h d o n a basis o f n a t i o n a l s o l i d a r i t y , o fv i g o r o u s a n d f r a t e r n a l c o – o p e r a t i o n . T h e class s t r u g l ea n d t h e f e e s t e r i n g strife o f p a r t y p o l i t i c s a r e i n c o m p a t i b l ew i t h i s c o n c e p t o f t h e state. T h e c r e a t i o n o f n e w t y p e o f p o l i t i c s w h e r e i n theset w o p r i n c i p l e s w i l l b e j o i n e d t h a t is t h e task w h i c h i s t o r y has e n t r u s t e d t o o u r g e n e r a t i o n .

Primo de rivera falange

Miguel Primo de Rivera y Orbaneja, 2° marchese di Estella (8 gennaio 1870 – 16 marzo 1930), è stato un dittatore, aristocratico e militare che servì come primo ministro della Spagna dal 1923 al 1930 durante il periodo della Restaurazione. Credeva profondamente che fossero i politici ad aver rovinato la Spagna e che, governando senza di loro, avrebbe potuto ripristinare la nazione. Il suo slogan era “Patria, Religione, Monarchia”. Gli storici lo dipingono come un dittatore inetto che mancava di idee chiare e di acume politico, e che alienò i suoi potenziali sostenitori come l’esercito. Non creò una base di sostegno tra gli elettori, e dipendeva invece da elementi di élite. Le sue azioni screditarono il re e rovinarono la monarchia, mentre aumentarono le tensioni sociali che portarono nel 1936 ad una guerra civile spagnola su larga scala.[2]

Alla morte di suo zio nel 1921 divenne marchese di Estella. Con l’appoggio del re Alfonso XIII e dell’esercito, Primo de Rivera guidò un colpo di stato militare di ispirazione mussoliniana il 13 settembre 1923.[3] Fu nominato primo ministro dal re. Promise di eliminare la corruzione e di rigenerare la Spagna. Per fare ciò sospese la costituzione, istituì la legge marziale, impose un rigido sistema di censura e pose fine al sistema del turno (bottino) di alternanza dei partiti.

José primo de rivera

Primo de Rivera appoggiò pienamente la ribellione militare del luglio 1936 contro il governo repubblicano e dopo lo scoppio della guerra civile spagnola la Falange divenne il movimento politico dominante dei nazionalisti.

Nell’ottobre del 1933 José Antonio Primo de Rivera, terzo marchese di Estella e figlio maggiore del dittatore, fondò la Falange spagnola e catturò l’immaginazione di gran parte delle classi lavoratrici e della gioventù spagnola offrendo loro ideali che non avevano posto in un regime privo di gioia e di ardore. Ad una visione da statista e ad un profondo amore per la patria ereditato dal suo illustre padre, José Antonio aggiunse una concezione poetica degli affari nazionali. Parlava di una fede irrevocabile nei destini di un popolo unito, dell’inutilità dei partiti politici e delle lotte senza fine tra loro, della necessità di sostituire le parole d’ordine liberali con un profondo rispetto per la libertà dell’uomo. Chiese una fede comune negli obiettivi fondamentali della vita, denunciando coloro che facevano promesse e non le mantenevano. Esigeva il rispetto dei principi religiosi che costituiscono la chiave di volta della storia spagnola e incoraggiava i membri della nuova generazione a riaccendere la loro sensibilità per le imprese di carattere universale come quelle che avevano ispirato il passato della nazione. “La prospettiva della violenza non ci intimidirà, se la dialettica non riuscirà a sostenere la causa della Giustizia”.